Biografia
A cura: Studio Nicholls e Cinzia Tommasini
Giorgio BELLONI
1861 Il 13 dicembre Giorgio Belloni nasce a Codogno dall’Ingegner Giuseppe Belloni ed Emilia Folli, fratello di Cesare e di Antonietta. A otto anni rimane orfano del padre. La madre si risposa con Alessandro Bertamini, spiritoso artista locale, che riconosce il talento pittorico del giovane Giorgio e lo avvia alla professione artistica. Consegue il Liceo Classico.
1878 Si iscrive a Brera, dove studia con Giuseppe Bertini.
1879 debutta all’esposizione annuale di Brera con Coro nella chiesa di S. Antonio in Milano e Interno della Sagrestia della chiesa di S. Antonio in Milano.
1880 Viene premiato a Brera con una medaglia d’argento alla Scuola del Nudo. Il suo recapito è Via Roma, 1, Codogno.
1881 All’inizio di gennaio, conclude il corso biennale di Brera. Partecipa all’Esposizione Nazionale di Milano con un’opera a soggetto il coro di San Vittore.
1882 Con l’amico Giuseppe Mentessi a Pavia, da dove scrive alla sorella Antonietta a fine luglio, si prepara per il concorso Fumagalli: Pavia è il soggetto di una delle otto opere che presenta a Brera. Il catalogo riferisce il suo recapito in via Brera, 23. Risiede a Codogno fino al luglio del 1884.
1883 Espone cinque opere all’Esposizione di Belle Arti a Roma. Partecipa a Brera con tre opere, di cui due di Venezia, probabilmente eseguite sul posto nella compagnia di Mentessi, essendo anche lui presente nella città lagunare nel 1883 e nel 1884. Il suo recapito è Via Gesù, 15, Milano, ma abita a Codogno, da dove scrive a certo Sig. Paganini il 20 novembre.
1884 Espone per la prima volta a Torino, partecipando all’Esposizione Generale Italiana con cinque opere. Il suo recapito è Via degli Orsi, 9, Milano, dove a settembre partecipa alla mostra annuale di Brera. Nello stesso mese si trasferisce a San Pietro di Legnago, dove sembra risiedere per i prossimi quattro anni, con qualche ritorno a Codogno nel 1885 e tra il 1888 e il 1889. Visita Intra sul lago Maggiore a settembre.1885 A Verona, che frequenta fino al 1890, nasce un’amicizia con il poeta veronese Berto Barbarani. Lavora intensamente nella vicina campagna, frequentemente insieme al cugino Piero Belloni Betti e a Giuseppe Mentessi. Dipinge vedute e paesaggi veneti e lombardi, nature morte e scene di genere. Instaura un’amicizia con Pompeo Mariani, che dal 1883 soggiorna a Genova con la madre e con il cognato Ignazio Pitscheider. Il suo Ritratto dell’artista Domenico Morelli viene pubblicato sul periodico veronese “La Ronda”. Partecipa all’esposizione di Brera con quattro opere, di cui una, Tempo triste, viene lodata da Gustavo Macchi. Un’altra, Aprile, viene acquistata dalla Società di Belle Arti. Il catalogo riferisce che il suo recapito è a Codogno. Inizia a esporre alla Promotrice genovese con due opere.
1886 A fine marzo, espone Impressioni di vento alla Società di Belle Arti di Verona, che vende per L.500 agli eredi Cav, Giacomo Laschi. A Milano, espone quattro opere a Brera, dando come recapito Vicolo Calcina, 3, Verona e, alla Mostra della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, altre tre, due paesaggi e una scena di genere; il catalogo descrive Belloni come “stabilitosi a Verona”. Fino al 1890, frequenta l’ambiente dell’Accademia Cignaroli e della Società di Belle Arti di Verona, dove spesso espone insieme ad altri pittori lombardi, quali, per esempio, Pompeo Mariani, Eugenio Gignous, Silvio Poma, Filippo Carcano e Bartolomeo Bezzi. Presenta, poi, due opere alla Promotrice torinese, di cui una, Cattivi affari (Mercato a Verona), probabilmente già presentata senza successo a Milano lo stesso anno, viene acquistata dalla stessa Promotrice e sorteggiata al socio Cav. Alessandro Blumenthal di Venezia. L’opera palesa un’attenzione alla pittura di genere di Dall’Oca Bianca. È presente alla Prima Esposizione di Belle Arti di Livorno con due opere, di cui una è rara natura morta.
1887 Invia quattro opere a Brera (il catalogo, forse erroneamente, riferisce Codogno come residenza) e assiste all’apertura dell’esposizione. Partecipa con altre cinque all’Esposizione Nazionale di Venezia, dove Torna il sereno viene acquistata dal Museo Revoltella di Trieste. È in rapporto con il mercante fiorentino Luigi Pisani, al quale scrive a fine ottobre da Verona. È probabile una sua visita a Venezia, se espone una veduta del Canal Grande a Milano l’anno seguente. All’inizio di dicembre è a Gagliano, Monza.
1888 Abita sempre a Verona in vicolo Calcina, n. 3. Tra il 1888 e il 1889, lavora a Erbezzo, sulle colline veronesi, in compagnia di Giuseppe Mentessi. Aumenta la sua attività espositiva. Non solo espone sei opere alla Società di Belle Arti nella sua città di residenza, ma invia una all’Esposizione Nazionale di Bologna, altre tre a Brera, altrettante alla Permanente di Milano, e una alla Promotrice torinese; partecipa sia all’Italian Exhibition di Londra che alla terza Internazionalen Austellung di Monaco.
1889 Mattino, esposto alla Società di Belle Arti di Verona, viene scelto sia dal Comune che dal Governo, per il prezzo di L.550. Da Verona invia quattro opere alla Permanente di Milano e due alla Promotrice genovese. Tra il 1889 e il 1892, scrive qualche lettera a Vittore Grubicy, dal 1886 critico d’arte del quotidiano romano “La Riforma”. Espone due opere alla Promotrice torinese. Espone “Il giardino del convento” all’Esposizione Universale di Parigi. Visita Mantova all’inizio di ottobre.
1890 Torna definitivamente a Milano dove si sposa con sua cugina Marianna Panighetti, figlia di Agnese Belloni e Giovanni Panighetti, procuratore generale a Venezia, e sorella di Cesare Panighetti, avvocato. Abitano in via Circo, al numero 12, dove rimangono fino al 1943. Nasceranno tre figlie: Agnese, Emilia e Vittoria.
Il 9 agosto si trova a Laglio, Como; a fine novembre visita Firenze per poi procedere a Roma all’inizio di dicembre.
Presenta quattro opere alla Permanente di Milano e tre alla mostra annuale del Königlich Glaspalast di Monaco di Baviera.
Durante gli anni Novanta si reca spesso al suo paese natale presso la madre e la sorella Antonietta, sposata con Eugenio Novello (padre di Giuseppe), e dipinge ritratti di parenti e opere ispirate all’ambiente codognese. Inizia una serie di opere dedicate alla propria famiglia, che annovererà Torna a fiorire la rosa, Piccole anime e Giornata burrascosa.
1891 Partecipa con due opere alla Munchener Jahresausstellung von Kunstwerken aller Nationen, Monaco di Baviera, dando come recapito Scala 11, Galleria Vittorio Emanuele, Milano. A Milano, presenta tre opere alla prima Triennale e aderisce anche all’Esposizione Libera di Belle Arti in Foro Bonaparte.
1892 Nasce la prima figlia, Agnese. Il Circolo Artistico di Verona, appena fondato, allestisce un’esposizione di 50 opere, compresi tre quadri e un pastello di Belloni, di cui Solitudine montana viene acquistato dalla Società di Belle Arti e sorteggiato al nob. Ignazio Weill Weiss. Alla mostra del ventaglio alla Famiglia Artistica di Milano presenta un “poemetto floreale” e un paesaggio temporalesco. Partecipa con due opere alla VI Internationalen Kunst-Ausstellung, Monaco di Baviera, tre alla Promotrice torinese e quattro alla mostra annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Una di queste, Poesia, viene acquistata dalla Società di Belle Arti per essere assegnata al Comune di Milano. Il titolo di un’altra di queste opere suggerisce che Belloni abbia visitato Madesimo nel periodo precedente.
Il 4 settembre, sosta ad Airolo, nei pressi del San Gottardo.
1893 Nasce la seconda figlia, Emilia. Partecipa con un’opera alla Munchener Jahresausstellung von Kunstwerken aller Nationen, Monaco di Baviera, due all’Esposizione Nazionale di Belle Arti a Roma, due alla Promotrice torinese e tre all’Esposizione Straordinaria Nazionale di Acquarelli alla Società per le Belli Arti di Milano, dove un suo dipinto a olio, Colonie Felici, viene premiato con una medaglia d’oro. Le due opere esposte alla Triennale milanese del 1891 vengono selezionate dalla Commissione per l’assegnazione del premio Principe Umberto. Una delle opere esposte a Torino, Solitudine (Ghiacciaio superiore del Rodano), suggerisce che abbia visitato il Canton Vallese in Svizzera durante il periodo precedente. A Milano si pubblica il Canzoniere Veronese del poeta Barbarani, illustrato da Angelo Dall’Oca Bianca, Riccardo Galli, Giuseppe Mentessi, Luigi Rossi, Gaetano Crespi e lo stesso Belloni.
1894 Espone due opere alla Promotrice torinese e cinque alla seconda Triennale milanese, vendendone tre alla società A. Olivotti & C°. A novembre vende le due opere esposte alla Società di Belle Arti di Verona: Cantuccio quieto, acquistata dalla Società stessa viene sorteggiata al Conte Giuseppe Rizzardi.
1895 Partecipa con due opere alla prima Biennale di Venezia e con una alla Promotrice torinese. Inizia a frequentare la Liguria, visitando suo fratello Cesare, medico che lavora presso l’Ospedale Psichiatrico di Quarto, inauguratosi nel 1895, dove abita con la moglie, Maria Merlini. Il mare diventerà il motivo conduttore di quasi tutta la sua ricerca successiva.
1896 Visita Codogno a maggio. Nasce la terza e ultima figlia, Vittoria. Invia due opere all’ Internationalen Kunst-Ausstellung di Berlino, tre alla Promotrice torinese, tre alla Festa dell’arte e dei fiori a Firenze e tre alla Permanente di Milano. All’esposizione della Società di Belle Arti di Verona, Libeccio viene premiato col voto popolare, alla pari di un’opera di Bezzi.
1897 Partecipa con due opere sia alla terza Triennale milanese che alla Biennale di Venezia. Invia un’opera alla Promotrice torinese.
1898 Invia quattro opere all’Esposizione di Primavera della Società per le Belle Arti di Milano, e quattro all’Esposizione Nazionale di Torino, dove Giornata burrascosa attira molta attenzione e la critica apprezza i toni grigi luminosi. Un dipinto della Liguria viene premiato con una medaglia d’oro al Jubiläums-kunstasusstellung di Vienna. Da una veduta di Charing Cross, Londra, datata 1898, si desume che abbia fatto una visita in Inghilterra.
1899 Invia di nuovo quattro opere all’Esposizione di Primavera della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, due alla Promotrice genovese e una alla Promotrice torinese. Partecipa con due opere alla mostra delle Onoranze a Volta a Como, e partecipa alla Munchener Jahresausstellung von Kunstwerken aller Nationen, Monaco di Baviera. Alla Biennale di Venezia espone due opere di soggetto familiare.
E’ di nuovo ad Airolo a fine novembre.
1900 Un suo ritratto femminile viene premiato con una medaglia di bronzo all’Esposition Universelle di Parigi. A Milano presenta due opere alla quarta Triennale e altre due, Erbezzo e Ritratto del pittore Carlo Cressini, alla mostra della pittura lombarda del secolo diciannovesimo, presso La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. Partecipa all’Esposizione artistica di Verona con due opere, di cui una, Marina, viene acquistata dal “Cavaliere G.P.” Ora, e per qualche anno, sembra subire l’influenza di Grubicy e del divisionismo.
Durante la seconda metà della sua vita, Belloni alterna soggiorni d’estate al mare in Liguria (Noli e specialmente Sturla) e in Toscana (Forte dei Marmi) con soggiorni in montagna (Canton Ticino, Courmayeur. Chamonix, Graglia, Madesimo, poi il Varesotto, Val Vigezzo, Brunate, Lanzo d’Intelvi). D’inverno, per elaborare il materiale raccolto, si ritira nello studio milanese in via Circo, che mantiene fin quando non verrà distrutto nel 1943.
1901 Invia due opere all’ Esposizione annuale di primavera alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Milano, una alla VIII Internationalen Kunst-Ausstellung, Monaco di Baviera, e una alla Biennale di Venezia.
1902 Espone cinque opere alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, tre alla Promotrice genovese e tre alla prima Esposizione Quadriennale di Torino. La rivista “Novissima” pubblica due sue marine. All’esposizione della Società di Belle Arti di Verona, Calma estiva viene acquistata da Giacomo Cuzzeri per L.275.
In agosto, visita Montacquila nel Molise.
1903 Partecipa alla mostra primaverile della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano con quattro opere e alla Quinta Biennale di Venezia con due. È presente anche all’Esposizione di Belle Arti di Firenze.
1904 Espone un’opera all’Universal Exhibition di Saint Louis, Stati Uniti, e all’Italian Exhibition di Londra. Delle due marine esposte alla Società di Belle Arti di Verona, una, Mare azzurro, viene acquistata da Achille Forti.
Trascorre luglio a Bormio.
1905 Espone due opere all’esposizione primaverile della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano e un’opera alla Promotrice fiorentina. Partecipa con un dipinto alla IX Internazionalen Kunst-Ausstellung di Monaco di Baviera. È presente a Roma alla 75° esposizione degli Amatori e Cultori di Belle Arti. Insieme a Leonardo Bistolfi, Giuseppe Romagnoli, Alfred East e Ludwig Herterich, fa parte della Giuria di Accettazione della VI Biennale di Venezia, alla quale anche lui invia un’opera.
1906 Insieme a Filippo Carcano, Camillo Innocenti, Paolo Sala ed Ettore Tito, fa parte della Giuria e della Commissione d’Ordinamento per la mostra delle Belle Arti all’Esposizione Internazionale del Sempione, alla quale lui stesso presenta sei opere. Una di queste, Autunno morente, viene acquistata da S.M. il Re. Partecipa alla Società di Belle Arti di Verona con due marine.
1907 Partecipa all’esposizione primaverile della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano e alla terza esposizione dell’Associazione degli Artisti Italiani a Firenze. Espone tre opere alla VII Biennale di Venezia.
1908 Scrive a Vittore Grubicy. All’esposizione annuale di Brera, Visione di pace viene premiata con la medaglia d’oro della Pubblica Istruzione e acquistata dal Comune di Milano. Invia cinque piccoli dipinti a Giovanni Hautmann per la quarta esposizione dell’Associazione degli Artisti Italiani a Firenze. e due alla II Quadriennale di Torino. Alla Società di Belle Arti di Verona presenta due opere, Cantuccio abbandonato e Ai piedi del monte, che viene acquistata dai F.lli Poggi.
1909 Invia un’opera alla X Internationalen Kunst-Ausstellung di Monaco di Baviera (premiata con medaglia), una alla 79° esposizione degli Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma e due alla VIII Biennale di Venezia.
1910 Partecipa all’Exposicion Internacional de Arte del Centenario di Buenos Aires con due opere e invia un’altra all’Exposition Universelle et Internationale di Bruxelles. Invia un’opera all’esposizione annuale di Brera e tre alla Mostra Annuale degli Artisti Lombardi presso la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Il titolo di una di queste, Dalle alture di Graglia, suggerisce che Belloni abbia visitato il Piemonte nel periodo precedente, e un’altra, dal titolo Ricordo di Courmayeur, la Val d’Aosta; il 17 marzo, scrive a Mentessi da Ferrara.. Partecipa con un’opera alla 80° esposizione degli Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma e con tre alla IX Biennale di Venezia. All’esposizione della Società di Belle Arti di Verona presenta tre paesaggi.
1911 Invia tre opere alla VI Exposicion Internacional de Arte di Barcellona, tre all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma e due all’esposizione annuale di Brera. E’ presente con una marina all’Esposizione Retrospettiva Italiana e Regionale Toscana presso la Società delle Belle Arti in Firenze.
1912 A Milano partecipa sia alla Mostra annuale della Società di Belle Arti che all’Esposizione Nazionale di Brera. Presenta un’opera alla XI Biennale di Venezia.
1913 Invia un dipinto alla XI Internationalen Kunst-Ausstellung di Monaco di Baviera, uno alla Società delle Belle Arti di Firenze, un altro alla 82° esposizione degli Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma, e un altro ancora alla mostra annuale della Permanente di Milano.
1914 Invia una veduta veneziana all’annuale esposizione di Brera. Cura la sua importante mostra individuale di trentadue opere che Ugo Ojetti presenta alla Biennale di Venezia.
1915 Invia un’opera all’esposizione annuale di Brera. Espone sei opere grafiche (monotipi e acqueforti) alla Mostra dell’Incisione italiana presso la Permanente, essendo anche membro della Commissione Artistica. Partecipa alla mostra degli Amatori e Cultori a Roma e vince una medaglia d’argento al Panama-Pacific International Exhibition di San Francisco. Tra il 1915 e il 1920, riprende la tematica della natura morta.
1916 Partecipa alla mostra delle impressioni di guerra alla Permanente e a una importante esposizione di arte grafica italiana in Gran Bretagna. Espone un suo autoritratto alla Mostra dell’Autoritratto alla Famiglia Artistica di Milano.
1918 Il 16 aprile la figlia Emilia si sposa con Michele Galluzzi.
1919 Allestisce una mostra personale alla Galleria Pesaro di Milano. La figlia Agnese sposa Gioacchino Merlini, fratello di Maria, moglie di Cesare.
1920 All’esposizione annuale della Permanente espone tre opere. Vince il Premio Principe Umberto con il trittico, I nostri figli, esposto a Milano alla mostra annuale di Brera. Il Re Vittorio Emanuele III riceve in dono la restituzione dell’Isola Comacina sul lago di Como da Re Alberto del Belgio e commissiona a Belloni di eseguirne una veduta per contraccambiare il gesto. Espone tre opere alla Biennale di Venezia.
1922 Espone un’opera all’Esposizione Nazionale di Brera, Milano, e due alla Biennale di Venezia.
1923 A Milano espone due opere alla Prima Esposizione Internazionale dell’Acquerello al Palazzo della Permanente, un’opera all’Esposizione Nazionale di Brera e due alla terza Quadriennale di Torino.
1924 Espone una veduta di Forte dei Marmi all’Esposizione Annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Invia un’opera alla Promotrice genovese e due alla Biennale di Venezia.
1925 A Milano presenta tre acquerelli alla Seconda Esposizione Internazionale dell’Acquerello a Palazzo della Permanente, e due opere all’Esposizione Nazionale di Brera e una marina alla Terza Biennale Romana.
1926 Invia due opere alla Biennale di Venezia e partecipa alla prima mostra della Lega Navale Italiana a Roma.
1927 A Milano, invia opere sia all’Esposizione primaverile della Permanente che all’Esposizione Nazionale di Brera. Espone una marina alla quarta Quadriennale di Torino e Crepuscolo nel porto all’80° Esposizione Nazionale di Palazzo Pitti a Firenze. Invia tre opere alla seconda mostra della Lega Navale Italiana a Roma. Contribuisce all’omaggio a Vittorio Pica organizzato dalla Galleria Scopinich di Milano.
1928 Partecipa ancora all’Esposizione primaverile della Permanente di Milano ed espone un’opera alla Biennale di Venezia.
1931 Espone un’opera all’Esposizione Sociale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Alcune sue opere compaiono nelle vendite di collezioni storiche di pittura dell’Ottocento presso le gallerie Scopinich e Pesaro di Milano. Altre vendite simili nei prossimi dieci anni gli daranno una certa visibilità sul mercato benché, ormai ritiratosi dalla scena contemporanea, con rare eccezioni, non esponga più direttamente.
1932 Invia una natura morta alla XVIII Biennale di Venezia.
1933 Torna nelle campagne veronesi.
1934 Partecipa con un’opera al Cinquantenario della Permanente di Milano.
1943 In agosto, i bombardamenti distruggono la casa e lo studio di Via Circo a Milano.
1944 Muore ad Azzano di Mezzegra sul lago di Como, dov’era sfuggito dai bombardamenti.
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